- Applicare decal sulle gomme (R40) -

La gomma và lavata accuratamente ed asciugata con aria compressa altrimenti prende polvere e pelucchi. La decal si posa normalmente bagnando prima con il Solvaset. Si scalda con asciugacapelli per fare fondere la decal. Se non aderisce bene e ci sono imperfezioni, si bagna con attenzione la decal con l'ammorbidente strong di Tron (giallo). Si lascia agire una manciata di secondi e poi si scalda ancora. A questo punto la decal è come dipinta sul pneumatico. Si passa un trasparente opaco sulla spalla per uniformare il tono ed il gioco è fatto. La scritta sembrerà dipinta e la decal protetta. Semplice no?

 





- Microsol e Microset (Modelfriends) -

Della Micro-Set e Micro-sol ma non credo che te li propongano in combinazione se non sei tu a chiederglielo o se il negoziante non sia esperto in materia, come dice giustamente R40 sono ampiamente utilizzati nel modellismo militare e soprattutto aeronautico, Micro-set prepara ed aiuta l'adesione della decals sulla superficie, Micro-Sol invece va dato sopra la decals già posizionata, serve ad ammorbidirla al punto tale di farle prendere la forma esatta della superficie su cui è applicata, sugli aerei è tipicamente utilizzato per far prendere forrma alla decals di piccole gobbe, rivettature o i solchi delle pannellature. occhio!!!! quando si applica la decal si rigrinzisce a tal punto che ti verrebbe voglia di toglierla e buttarla pensando di averla rovinata, nulla di tutto ciò è solo la normale reazione al liquido, dopo qualche minuto si rimetterà tutto a posto da sola.

 





- Dipingire gli scarichi (alex46) -

Per il motore ho passato solo una lieve mano di smoke tamiya giusto per far risaltare gli spessori ma nioente di piu. per il problema dello scarico lucido io ti dico come procedo di solito: - mano di cromo della model master (se nn lo hai compralo che è una cannonata); - prima mano di smoke leggera; - mano di blu trasparente vicino ai collettori; - dopo che si è asciugato tutto passo una mano diluita amanetta di arancio che passa sopra il blu trasparente e si estende un pochino; - ripasso il blu trasparente; - poi inizio a passare mani di smoke molto ma mooolto diluite fino ado ottenere varie sfumature e mi farmo quando raggiungo un risultato soddisfacente. poi mi fermo e nn passo mani di trasparente lascio tutto cosi. neanche per gli scarichi delle moto stradali passo il trasparente finale, anche li passo prima il cromo model master e poi me la gioco con i trasparenti tamiya, ma nn eccessivamente come sulle moto da corsa. spero di essere stato utile, cmq se hai problemi fammi ulteriori domande.

 





- Vernice su pneumatici (Andy) -

Sulla gomma si, do l'acrilico. uso i modelmaster acrilico semilucido o opace. mi trovo bene ha la gamam lucido / semilucido e opaco. Usali solo sulel gomme che tengono bene e danno un bell'effetto.. ma sulla carrozzeria evita gli acrilici.... il semilucido comunque è davvero buono a mio parere. pure l'opaco.
 





- Decal Ingiallite (pillo) -


Basta che esponi attaccato ad un vetro di una finestra la decal verso la luce, non diretta se c'e' il sole, oppure la illumini puntandole una luce al neon, in tutte e due i metodi per tre giorni, e voila' il gioco e' fatto, ritorna bianco
 





- Diluire la vernice da bomboletta(R40) -


E' molto difficile fare una valutazione che vada bene per tutte le bombolette. Per ogni fabbricante, ed a volte colore per colore, le densità variano anche sensibilmente. Penso che dipenda dalla qualità del pigmento, dal tipo di ugello, ecc ecc. Mi comporto a seconda dei casi diluendo sino ad ottenere la densità del latte, ed in relazione con il tipo di verniciatura che voglio ottenere. A volte raggiungo diluizioni nel rapporto di 1/1-1/1,5.



 





- Dipingere la carrozza con due colori (Modelfriends) -


Avresti dovuto dare una passata di bianco a tutta la carrozzeria così avrebbe fatto una base uniforme per il successivo giallo. Non devi insistere se alla prima passata non copre bene, è meglio dare due o più passate leggere lasciando asciugare la vernice tra una passata e l'altra. Quando la vernice è bene asciutta maschera con il nastro Tamiya o con quello da carrozziere ma in questo caso fai attenzione a due cose, prima verifica attentamente che il bordo del nastro sia regolare, il più delle volte e finemente frastagliato in questo caso togli un millimetro del bordo con il taglierino appoggiandolo ad un righello metallico. Secondo punto passa il nastro sul palmo della mano per togliere un po' di potere adesivo. Una volta mascherato il tutto dai un paio di passate leggere di giallo con lo stesso metodo precedentemente descritto. Un consiglio per minimizzare la possibilità di fare lo scalino è buona regola in prossimità del bordo della mascheratura far partire la spruzzata dalla zona mascherata con il nastro e procedere verso la zona da verniciare e mai viceversa questo ti farà evitare di far accumulare la vernice nel bordo del nastro per forza di cose a scalino dovuto al suo spessore.



 





- Tecniche di verniciatura (R40) -


Premetto che quando si usa l'aerografo non esistono dogmi, se non alcune nozioni di base. Questo perchè sul processo di verniciatura ad aerografo intervengono diverse componenti,a volte di difficile controllo. In ogni caso potrei riassumerti in questo modo le nozioni di base che una volta applicate potranno portarti alla soluzione del tuo problema. La verniciatura avviene come tutti sappiamo, per atomizzazione della vernicie per effetto di trascinamento della stessa con un getto d'aria. Si creano goccie di colore tanto più minuscole quanto sarà migliore la capacità di atomizzare dell'aerografo. Aumenta pure all'innalzarsi della pressione dell'aria. Va da sè che minore è la quantità di aria e maggiore sarà la grandezza delle goccie. Questo è un fattore di primaria importanza, dal momento che più saranno piccole le goccie e meglio si stenderanno e si uniranno alle altre una volta posatesi sulla superficie da verniciare. La famosa buccia d'arancia non è altro che il fenomeno che si manifesta quando le goccie non hanno fatto in tempo ad unirsi compiutamente alle altre, per una asciugatura troppo veloce o una densità eccessiva del colore. Oltre alla pressione dell'aria, un altro elemento importante è il grado di diluizione del colore. Questo dovrà permettere al colore di farsi "trascinare" facilmente dall'aria e nello stesso tempo consentire alle goccie di avere tutto il tempo per stendersi. Ora entra in gioco la distanza dalla superficie dell'aerografo. Più sarà lontana e maggiori saranno i rischi che il colore arrivi parzialmente asciutto sulla superficie, dando luogo sia al fenomeno della buccia d'arancia sia al fenomeno "sabbia". Minore sarà questa distanza e maggiore sarà la probabilità che il colore "rimbalzi" sulla superficie o si accumuli dando luogo a gocce incontrollabili sulla stessa. Questi tre elementi cognitivi devono essere assunti con coscienza. Solo attraverso una pratica costante potrai avere la chiara visione del funzionamento del tutto. Nel tuo caso specifico, sarebbe opportuno che usassi una pressione minore per evitare l'effetto sabbia e cercassi di stare a circa un palmo dal modello per le grandi superfici. Poni molta attenzione su cosa succede sulla superficie del colore mentre procedi. Osserva come reagisce e comportati di conseguenza. Cerca di ottenere un effetto "bagnato" cercando però di non eccedere altrimenti potrai assistere al crearsi di buchi, bollicine, rivoli di vernice, accumuli sugli spigoli e sulle incisioni. Spero che questo pistolotto sia chiaro. Se hai dei dubbi esponili senza problemi, vedremo di aggiustare il tiro.


 





- Tecnica di verniciatura (Johnny) -


La verniciatura che è tutto fuorchè ammirabile la faccio così, seguendo un po' i consigli di R40. Dopo stuccatura e carteggiatura dò due mani di primer fine molto diluito (50%) con una pressione abbastanza alta (2 - 2,3), la prima leggera e a una distanza tale da non fare colature, la seconda (appena asciutta la prima, ma non troppo asciutta) un po' più marcata (e magari diluendo un'altro po') per dare l'effetto bagnato e fare una superficie più uniforme senza la buccia d'arancia (la distanza non la so, direi 10 - 15 cm). Una volta ben asciutta questa verifico comè la superficie e in ogni caso do un giro sotto l'acqua fredda con la pezzuola da 3000 o da 3600 presa su internet (fantastiche), diventa tutto molto liscio. Un'altra mano di primer (l'ultima finalmente) per coprire parti carteggiate troppo, ma molto molto diluita per non perdere il liscio (se viene granuloso qui te lo porti dietro fino al lucido finale). In alternativa se il colore del modello è scuro o se il pezzo è già bianco di suo do una mano in meno (la prima). Stessa cosa per il colore, prima 2 mani molto diluite e fressione altina, poi una volta asciutte una più densa con la pressione più bassa e una distanza minore (10 cm o forse meno). Di solito a questo punto non è mai tutto molto lucido e effetto bagnato ma l'importante è che sia tutto ben coperto e uniforme, se così non fosse aspettate l'asciugatura e via con un''altra mano densa (per me denso significa 70 - 80 %). Data l'ultima coprente ho sperimentato sulla peugeot (e sulla xsara prima) questo sistema, diluisco un po' di vernice con molto nitro (diciamo 20-80) e do con una pressione non esagerata (1,6 - 1,8) un bel giro a tutta la carrozzeria ed ecco un bel effetto bangato che rimane tale anche asciugando (credo che sia perchè il diluente unisce micro goccioline della vernice depositata prima ma non ancora completamente asciutta). Per il trasparente faccio invece così, do una mano poco diluita sulle decal con pressione alta per farla arrivare quasi asciutta in modo da non rovinare le decal (occhio a non esagerare altrimenti si buccia tutta però), dopo poco do la secona uguale e aspetto un'asciugatura completa (a volte anche un giorno al calduccio). Passo sotto l'acqua sempre con la pezzuola magica (3000 o 3600) per pareggiare e lisciare. Una nuova mano poco diluita ma più definitiva e un bel lavaggio simile al precedente con parecchio nitro ( e pressione minore) Diciamo che questa è la mia variante allo stato attuale, ma come insega R40 bisogna provare sempre ( anche se a volte rompe rovinare kit e decal magari prese a parte per 20 €), credo che con la prossima proverò a cambiare qualcosa e se interessa veramente vi terrò aggiornati. Un appunto e poi finisco, prima di passare il colore, dopo il primer passo il nero semilucido (TS-29) molto diluito nelle linee dei pannelli così non devo più preoccuparmi di ripassarle dopo con effetto giocattolo da autogrill, l'effetto non è male e comunque vale la pena provare.

 





- Il primer questo sconosciuto (R40) -


Quando si parla di primer, bisognerebbe fare mente locale su cosa si vuole ottenere con la stesura di questo prodotto. Di norma il primer a svariate funzioni a seconda del media su cui poi bisogna verniciare. Plastica, resina, metallo hanno caratteristiche superficiali diverse. In ogni caso possiamo riassumere le funzioni del primer in questo modo: 1) funzione passivante, che fa si che il primer isoli la superficie ed intervenga anche chimicamente per rendere inerte il materiale evitando reazioni sugli strati di vernicie. E' una necessità legata a materiali come il metallo e le resine, anche se queste dovrebbero essere già inerti se di buona qualità e lavorazione. Quio troviamo la presenza di primer trasparenti con elevate caratteristiche chimiche. 2) funzione aggrappante, che consiste nel fornire una base dove la vernicie si possa aggrappare solidamente, cosa che normalmente non avviene sulle superfici "nude". I primer infatti sono formulati per costituire uno strato tenace agli urti ed alle abrasioni. 3) funzione cromatica, che consente alle vernici successivamente stese su essi di mantenere le loro tonalità e saturazioni. E' noto infatti che, soprattutto per certe tonalità, le basi grigie provochino una variazione del colore spegnendone la cromaticità ed a volte variando sensibilmente la tonalità. Generalmente viene usato uno strato successivo al primer di colore bianco o, come nel caso della Ferrari, un primer rosa. 4) rilevazione di imperfezioni. Questa funzione è a volte non considerata minimamente, a scapito della qualità finale della verniciatura. Un buon primer rende evidenti eventuali imperfezioni, segni, piccoli buchi, stuccature non uniformi, porosità diverse, fornendo una base ideale per le correzioni. Si potrebbero fare ulteriori considerazioni, ma ho enunciato le principali. Nella fattispecie possiamo dire che su superfici plastiche è necessario stendere un primer che abbia funzioni sia di supporto che di rilevazione di imperfezioni. Per fornire un supporto cromatico adeguato è sufficiente stendere del bianco neutro una volta ottenuta una superficie perfettamente uniforme attraverso un primer grigio. E' importante ricordarsi che la plastica andrebbe preventivamente carteggiata prima di passare il primer.


 

   

 

 

 

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